Liceo Classico "T. Mamiani"

Viale delle Milizie, 30  00192 Roma   

Brevi cenni di  Storia

Disegno originale di V: Fasolo

Statua di T. Mamiani

La classe di E. Segre

La pagella di Segre

Emilio Segre al ginnasio

Classe di Nicola Piovani

Nicola Piovani

Prof. Carlo Anfosso

Fratelli Sergenti

Primo registro 1881

Il Planetario

Anni 1881—1889

Anno 1907

Anno 1913

Anno 1924 le prime foto

Anno 1924 cortile interno

Durante il fascismo

1968 la contestazione

1972 - 1973

Il 2000

Achille Campanile

Padre Mariano da Torino

 

 

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La nostra storia

Con la collaborazione della Prof.ssa Gianfranca Privitera

Disegno originale dell'arch. Vincenzo Fasolo Anno 1924.

DALLA TESI DI LAUREA “VINCENZO FASOLO”

Relatore Prof. Arch. Giorgio Muratore studente Vincenzo Cafaro

I1 Progetto è stato redatto nel 1919. Nel 1921 si appaltano i primi lavori di fondazione e sopraelevazione e, nel 1924, il Regio Liceo-Ginnasio "Terenzio Mamiani", che aveva la sua sede al corso Vittorio Emanuele, si è già trasferito nel nuovo edificio al quartiere Prati, "laddove gli urbanisti avevano tracciato le strade più anticlericali del mondo, tant’è che non si debba veder mai la prospettiva del Cupolone" . L’edificio, la cui struttura organizzativa interna propone una divisione tra: "spazi direzionali", "spazi per l’insegnamento" e "spazi di servizio", si affaccia su viale delle Milizie con un largo movimento – di masse costituito dalle due palestre laterali e dal corpo centra1e - dalle linee 1arghe ed imponenti ; sobrio nelle decorazioni e scrupolosamente studiato nella disposizione delle masse, contrappone alla simmetria dell’impianto planovolumetrico, uno svolgimento di "sagome" che, agganciandosi liberamente allo spazio-ambiente, spostano gli "accenti" verso ritmi ascendenti. Il Mamiani è ancor oggi bello da vedere e da frequentare per il senso di ampio spazio in cui, legati tra loro ma indipendenti, sorgono i corpi scolastici, d’architettura neo-barocca ma popolare, invidiosa delle forme delle fontane e dei portoni romani, insegnata dal Giovannoni al Fasolo, che ne fu l’architetto" .